Che cosa è l’influenza intestinale?

La conosciamo come “influenza intestinale“, ma il suo nome più corretto sarebbe quello di “gastroenterite“, una fastidiosa patologia che è riconducibile all’infiammazione dello stomaco e, a volte, di parte dell’intestino tenue o crasso. Determinata dalla presenza di un virus, è contraddistinta da una comune serie di sintomi come la dissenteria o la nausea (spesso, vomito), bruciori all’intestino e febbre.

Detto ciò, ricordiamo anche come l’influenza intestinale abbia una lunga serie di determinanti virulente: tra quelli che possono favorire la nascita di tale malattia vi sono ad esempio i più noti rotavirus e norovirus, ma anche l’astrovirus, il sapovirus e l’adenovirus (di tipo 40 e 31). Di quelli già citati, il più diffuso è certamente il rotavirus nei bambini, che vengono contagiati da tale elemento all’asilo o in tutti i luoghi in cui  possano entrare in contatto con acqua o cibo contaminato.

Il contagio della gastroenterite si manifestano in maniera molto rapida (spesso entro 5-6 ore dall’aver assunto cibo o acqua contaminata, più raramente 24-48 ore dopo), e possono essere altamente diversificati a seconda del paziente. Ad esempio, oltre a quelli di cui sopra, in alcuni casi possono avvertirsi sensazioni di perdite di appetito, perdita di peso, brividi di freddo, sudorazione eccessiva, dolori muscolari e altro ancora. Anche la durata dei sintomi dipende principalmente dal tipo di virus e dal paziente, con possibilità di durata più frequente in 4-5 giorni, e in alcuni casi anche di 8-10 giorni.

In ogni caso, raramente è l’ipotesi di allarmarsi. L’influenza intestinale è infatti una malattia molto comune, e una terapia medica prescritta tempestivamente potrà aiutare il decorso della patologia. Naturalmente, non sottovalutate sintomi che possono in realtà celare stati più gravi di influenza intestinale o altre patologie con cui la gastroenterite è confusa: alta febbre, diarrea con sangue, vomito persistente, confusione, svenimenti e forti dolori addominali potrebbero infatti essere riconducibili ad altre determinanti virulente o batteriche.